Adaf Yungar

Il nostro partner è ADAF Yungar

Ai sensi del nostro statuto:

–         “L’associazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale”. “In particolare opera in consonanza con  gli obiettivi della federazione ADAF Yungar di Fimela, in Senegal” (art. 2).

–         “Sono soci quelli che approvano e sottoscrivono il presente statuto e che abbiano presentato (singolarmente o con altri) un progetto da realizzare. Tale progetto può essere approvato dall’associazione a condizione che abbia ottenuto il parere favorevole di ADAF Yungar” (art. 3).


Chi è ADAF Yungar

ADAF Yungar è una federazione di (ad oggi, 2008) 64 villaggi nella regione di FATIK.

Nasce oltre vent’anni fa per iniziativa di Famare Basse, che vi dedica ogni sua energia, inventando la struttura, gli obiettivi di sviluppo, e la metodologia d’intervento.

La struttura immaginata e realizzata da Famara è anche una realtà fisica: quello che un tempo era solo un terreno nudo di proprietà di Famara oggi è un centro internazionale di formazione e di incontri e base stabile di lavoro per molte persone.

Il governo senegalese ha riconosciuto ufficialmente ADAF Yungar nel 2000 (documento n. 1), le ha affidato vari compiti, tra cui la custodia della foresta “clasee”di Samba-Dia (documento n. 2) e la collaborazione con l’ospedale del distretto di Dioffior (documento n. 3).

ADAF Yungar, poi, ha realizzato una risaia ottenendo l’assegnazione del terreno dalla Comunità Rurale.


La nostra collaborazione con ADAF Yungar

– La nostra associazione fa parte dell’accordo ADAF Yungar/Ospedale di Dioffior ed ha recentemente fornito all’Ospedale un intero, nuovo e completo gabinetto dentistico.

– La nostra associazione ha sottoscritto vari accordi con Adaf Yungar, per il potenziamento della locale Cassa Rurale, per la realizzazione di un tele centre, per l’aiuto all’agricoltura.

 

Siamo tornati a Yayème dal 23 luglio al 1 agosto per portare avanti il discorso iniziato quest’anno. Tracciamo qui un breve riepilogo di questi otto mesi, da quando ha preso l’avvio il progetto di collaborazione con il Senegal e, in particolare, con un’enclave benedetta, un gruppo di villaggi del dipartimento di Fatick, a 150 km a sud di Dakar, collocati fra l’oceano e due fiumi e popolati omogeneamente da un’unica austera e prestigiosa etnia: i Serère. Una situazione eccezionalmente favorevole, dove lo sviluppo è appena sotto la pelle, dove potrebbe manifestarsi, finalmente, un’Africa vincente. Se solo ci fossero i mezzi.

Il villaggio di Yayème

È un villaggio che conta poco più di 1700 abitanti, prossimo al suggestivo delta dei fiumi Siné e Saloum. Nelle vicinanze, Fimela, Djilor (il paese natale di Senghor), Ndangane. Ha una chiesa cattolica, una moschea, una scuola elementare, due cimiteri (musulmano e cattolico), una piazza centrale dove ci si riunisce, qualche minuscolo esercizio commerciale. L’attività economica quasi esclusiva è l’agricoltura: il terreno è fertile ma la mancanza di attrezzature e infrastrutture limitano la produzione a quella strettamente necessaria (e talvolta non sufficiente) all’autoconsumo. C’è un po’ di allevamento di bestiame (capre e mucche), magrissimo per la scarsezza di pascoli (piove solo fra giugno e settembre).

Il villaggio è retto dal Consiglio degli Anziani e dipende amministrativamente dalla Comunità Rurale di Fimela. Le Comunità Rurali sono organi (elettivi) del decentramento amministrativo, cui la legge del Senegal attribuisce alcune competenze dirette (fra le quali l’assegnazione della terra), mentre altre competenze sono state attribuite alle Regioni (per esempio la Sanità) ed altre sono condivise fra Stato e organi del decentramento (per esempio l’istruzione).

Il villaggio è suddiviso in quattro settori per rendere più diffuso l’esercizio democratico. La famiglia Basse ha una lunga tradizione di eccellenza nel villaggio; Famara, il nostro riferimento principale fin dall’inizio e oggi carissimo quanto un fratello, ha 47 anni e dedica le sue migliori energie al potenziamento dello sviluppo, all’aumento delle conoscenze, al rafforzamento dell’impianto democratico e solidale.

Breve storia di Yungar

Famara studiava all’università di Dakar, quando fu richiamato dal Consiglio degli Anziani, allarmato dal depauperamento delle piante del Bosco Sacro: fra queste, alcune specie rischiavano di scomparire riducendo la possibilità di efficacia della Medicina Tradizionale. Famara, dunque, tornò a casa e nel 1986 – con alcuni, divenuti poi fedelissimi – fondò l’associazione ADAF per la protezione e la custodia del Bosco Sacro. Estese l’attività ai villaggi vicini e cointeressati suscitando dei gruppi locali. Col tempo ADAF (al motto: “E’ finito il tempo dell’attendismo, attiviamoci direttamente noi per il nostro sviluppo”), integrò i propri obiettivi con quelli globali necessari al sostegno della popolazione e, principalmente: difesa dell’agricoltura e dell’ambiente naturale e individuazione degli strumenti per lo sviluppo. Nel 1993, l’associazione si costituì in soggetto giuridico privato, mutò nome in ADAF – Yungar, federando i villaggi interessati: oggi ne riunisce oltre quaranta.

Per potenziare l’agricoltura, ha coinvolto degli esperti anche internazionali ed ha avviato la coltivazione di piante localmente sconosciute, oltre a quelle necessarie alla Medicina Tradizionale. Per la difesa dell’ambiente, ha potenziato la coltivazione di mangrovie lungo le coste, per il reperimento degli strumenti ha steso una rete di relazioni, nazionali e internazionali (durante il nostro ultimo soggiorno, abbiamo visto a Yungar statunitensi, una stagista giapponese ed una giamaicana, rappresentanti di Horizon 3000 (ong austriaca che collabora da diversi anni, sulle orme di ACRA, ong italiana). Il rilievo nazionale è attestato dalla visita di funzionari ministeriali venuti da Dakar, sempre in questi dieci giorni: uno del Ministero delle Finanze (per verificare la stabilità della Cassa Rurale GEC collocata a Yungar), l’altro del Ministero Affari Sociali.

Gli incontri si svolgevano sul terreno (circa un paio d’ettari) di proprietà dell’associazione ADAF Yungar, distante circa un km da Yayème. Qui sorgono una decina di bungalow (ognuno con due camere con doccia). Per costruire i primi quattro, nel 1993, hanno tagliato il legno, l’hanno bruciato, hanno venduto il carbone ottenuto; Famara ha donato i mattoni per la costruzione.

Sul terreno, vi sono poi: una sala ufficio attrezzata con sedie, tavoli, schedari, lavagna, un computer collegato a Internet (con il contributo di Horizon 3000), un piccolo magazzino (con il contributo di alcuni canadesi), gli uffici attuali, efficienti ma molto angusti, della Cassa Rurale GEC di Fimela (con il contributo di ACRA) e la struttura per i guaritori Tradizionali del Comitato Wod Wodnel anch’esso partecipe di Yungar (con il contributo di ACRA).

Dunque, la federazione Yungar, di cui Famara è presidente, è sede di incontri di soggiorno e di lavoro, ospita nei suoi bungalow e fornisce anche il vitto: costituisce un formidabile volano di sviluppo gestito direttamente dalla popolazione locale.