Il Festival 2017

IMG_3784

Buongiorno, appena tornata stanotte dal Senegal, ecco qualche notizia sull’andamento del Festival, il primo organizzato direttamente e ufficialmente dall’Associazione “Le Royaume d’enfance de Leopold Sedar Senghor”.

E’ andato proprio bene, è stato interessante, affollatissimo e pieno di prospettive, credo che possiamo tirare davvero un sospiro felice di sollievo per i nostri partner senegalesi e augurare loro di continuare così.

Il tema era, come sempre, la cultura, scandita e declinata in più forme. dal concorso per gli studenti che erano stati invitati a scegliere e presentare in pubblico una poesia, non necessariamente di Senghor, al panel del giorno dopo dove Raphael Ndiaye, assieme a un altro studioso raffinatissimo, hanno discusso del tema dell’identità e di come questa non fosse che l’esito di mille incontri meticci.

Tema di grande importanza che si è dipanato in tutta la giornata seguente dove abbiamo potuto ammirare le diverse etnie senegalesi che l’Associazione aveva invitato a presentare la loro cultura.

E’ stato incredibile davvero constatare dal vivo l’incanto della diversità multicolore, il Senegal è un posto speciale, un insieme cordiale, rumoroso e sorridente di bambara, toucouleurs, djola, sérère, mandingo e ancora altri per non parlare del nutrito gruppo dei più generici wolof.

Emozionante è la loro convivenza fianco a fianco, in competizione gioiosa ma non violenta, dove nel villaggio accanto al tuo, abitato dalla stessa etnia, il sérère è parlato con accento e diversa sfumatura di significato.

La lunga serata, poi, festa delle diverse calebasses suonate, cantate e danzate dalle donne è andata avanti fino a notte inoltrata, mentre le persone si affollavano per vedere da vicino e commentavano, e ridevano.

L’ultimo giorno, poi, sono comparsi anche i banchetti di prodotti provenienti dai villaggi diversi: dalle scarpe ai prodotti biologici, alle borse, agli zaini, agli abiti degli stilisti.

E, prima che si aprisse il Festival, abbiamo fatto una lunga carovana di calessi con su tanti di noi al seguito di un’auto che dall’altoparlante invitava e raccontava notizie e dettagli dei villaggi che andavamo attraversando: anche qui, in ogni sosta, chiunque, muratori, donne, bambini accorrevano e volevano ancora sentirsi raccontare.

Insomma, un’esperienza splendida! Peccato che non potrò partecipare alla carovana di ringraziamento che si farà in questi giorni, per ora li penseremo da lontano già organizzando il prossimo viaggio, buona giornata a tutti

maria cristina

 

 

 

Author: Maria Cristina koch

Share This Post On