Fra Mosul e Senegal, guerra e progetto di pace

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ALESSANDRO ROTA: FOTOGRAFIE DI GUERRA,
FOTOGRAFIE DI UN PROGETTO DI PACE

Inaugurazione giovedì 23 febbraio ore 18

in collaborazione con Yungar per la Pace ONLUS

 

Expowall presenta il suo primo commissionato: un reportage dal Senegal assegnato a Alessandro Rota

INAUGURAZIONE giovedì 23 febbraio ore 18.00

apertura da giovedì 23 febbraio a sabato 11 marzo
martedì-sabato ore 15.00-18.00 e su appuntamento

 

 

 

La nuova mostra fotografica promossa, prodotta e allestita dalla giovane galleria Expowall è certamente ambiziosa. Intanto perché espone le opere di un giovanissimo fotografo anche se già affermato, Alessandro Rota, e soprattutto perché accosta senza retorica le sue fotografie di guerra a un progetto di pace, cioè di sviluppo della cultura, dalle caratteristiche uniche, in Senegal.
Alessandro Rota è dunque un photoreporter, che va in giro per il mondo a testimoniare ciò che non vorremmo vedere o sentire, in special modo la guerra. Molte delle sue fotografie sono state e sono pubblicate dai principali giornali del mondo. Sul suo braccio è tatuato solo il suo gruppo sanguigno, in caso di ferimento. Mantenere il rispetto verso il dolore e ciò che si fotografa è la cifra del suo lavoro, e non è facile, come non è facile preservare la tecnica e la forma, tra gli spari e le bombe. La sua famosa fotografia del tenero orsacchiotto imbottito di esplosivo e pensato per essere letale per i bambini induce a riflettere più di tante parole.
Expowall ha chiesto a Alessandro di andare in Senegal a testimoniare un progetto che da quindici anni  Yungar per la pace Onlus porta avanti nella regione del delta del Sinè-Salum. Un progetto che promuove la consapevolezza dei diritti, cominciando da quelli delle donne, diritti dentro e fuori dal matrimonio, diritto all’alfabetizzazione e alla salute. Un progetto così bello da far sì che gli abitanti dei villaggi si tassino spontaneamente per costruire l’ospedale di Diofor di cui la mostra racconta in parecchi scatti.
Rota non ha avuto un attimo di esitazione e lo stesso rispetto e la stessa sensibilità del suo lavoro solitamente in zone di combattimento si ritrovano nelle fotografie di questo splendido esempio di cultura della pace.
Un lavoro complessivamente bellissimo, una profonda riflessione sull’inizio di questo secolo e alla fine, senza tanti giri di parole, la contrapposizione tra male e bene. (AM)

 

Author: Maria Cristina koch

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